Porta Ribellino

ribellino

INTRODUZIONE

Lo studio più recente e aggiornato del borgo di Campiglia Marittima è quello condotto raccolto nella pubblicazione in due volumi “Campiglia. Un castello e il suo territorio” (Ricerca storica e Indagine archeologica) curato da Giovanna Bianchi del dipartimento di archeologia dell’Università di Siena (Firenze, 2004). E’ a partire da questa scuola di ricerca che vogliamo accompagnare il visitatore ad osservare in modo più approfondito quelle che furono e sono le porte d’accesso all’antico borgo di Campiglia, facendo però anche riferimento a studi diversi come il testo che il medico Isidoro Falchi, pubblicò su Campiglia nel 1880 a titolo “Trattenimenti popolari sulla storia della Maremma e specialmente di Campiglia Marittima”. Nel XII secolo si accedeva nell’originario circuito di mura da una porta situata nel versante ovest, le tracce di tale porta sono visibili circa dove ha inizio via Pietro Gori, dall’accesso opposto dell’attuale piazza della Repubblica. Questa prima cinta racchiudeva case in pietra alternate ad altre costruite con materiale deperibile. Nel XIII secolo grazie agli stretti rapporti con Pisa, nella seconda metà del ‘200, si assiste a un sensibile cambiamento del borgo; la cinta muraria fu ingrandita andando a inglobare tutto il borgo esterno all’originario Castello (la Rocca), formatosi lungo le pendici ovest del centro. L’ampliamento della cinta coincise, nel 1246, con l’edificazione del Palazzo Pretorio. Assieme alla cinta di mura furono costruite le porte d’accesso: quella verso sud (ma direi più correttamente est), ancor oggi detta la “Porticciola” della quale non rimane traccia se non il toponimo. La porta nord detta oggi di Sant’Antonio per la vicinanza dell’omonima chiesa e posta all’ingresso di via Cavour.

PORTA RIBELLINO (PORTA A MARE)

a sud-ovest. Riportata alla luce recentemente si trova su un terrapieno affacciato in via Vittorio Veneto e conduce tramite una scalinata alla piazza Dogali, luogo conosciuto dai campigliesi come “Sotto il coro”. In origine questa porta doveva chiamarsi di San Lorenzo poiché era quella che dava accesso alla chiesa omonima, oggi sede della prepositura. Rappresentava l’accesso principale al paese per chi proveniva dalla via consolare Aurelia raggiungeva la collina dalla via del Gelso e dall’attuale via Santa Maria che raggiunge ripida la Porta a Mare.

Ha stipiti esterni costruiti con calcare locale tagliato in conci ben squadrati e rifiniti con scalpello a punta fine: sono sovrastati da un arco  con estradosso ogivale in conci di calcare alberese bianco alternato a grigio chiaro per ottenere l’effetto di bicromia. I conci dell’arco, impostato su due peducci eccedenti, sono rifiniti allo stesso modo di quelli degli stipiti. La Porta a Ribellino (detta a Mezzogiorno o del Circolo dai campigliesi), indicata da Falchi anche come Porta a Mare in sostituzione dell’originaria già citata nell’800 risultava murata, è la principale porta d’accesso a Campiglia. I conci sono probabilmente originari di una costruzione medievale, formano un arco nella facciata di un palazzo, oggi di varie proprietà, che dai semplici tratti originari, venne trasformato nella prima metà del Novecento con un intervento sulla facciata così da assumere l’aspetto di un edificio gotico, in sintonia con la moda del tempo che vide anche la trasformazione in questo senso di Villa Magona nei pressi di Venturina. Secondo Isidoro Falchi questa porta sarebbe stata chiamata, un tempo, anche della chiesa, perché proprio sotto l’arco si sarebbe trovata una piccola chiesetta oggi scomparsa.

porta ribellino

PORTA