Museo di Arte Sacra

LA SALA DELLE VOLTE

Contrariamente a quanto può apparire, la sala delle Volte non è la cripta della chiesa di san Lorenzo, ma ciò che rimane di un antico edificio che, insieme al terreno, venne acquistato nel 1277 per la costruzione della chiesa stessa, come attesta un documento che si conserva nell’archivio della parrocchia.
Si doveva trattare della residenza di una famiglia piuttosto illustre; un edificio con un piano superiore sorretto dai robusti pilastri gli stessi che, ora, sostengono le volte in pietra.
Questa residenza venne solo in parte abbattuta. Infatti, servì come fondazione per la costruzione della chiesa. La presenza di tracce d’affresco sui muri sembrerebbe sostenere l’ipotesi, tutta da verificare, che per qualche tempo, almeno fino al 1400, la sala rimanesse agibile e fosse usata come luogo di preghiera. Fu nei secoli successivi che divenne luogo di sepoltura e, quindi, fu progressivamente interrata.
Lo scavo, compiuto nell’anno 1991, ha permesso di recuperare questa antica architettura che, oggi, ospita il Museo d’Arte Sacra di Campiglia.

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IL MUSEO DI ARTE SACRA www.museiartesacra.net

Il museo d’Arte Sacra è nato con la finalità di raccogliere ed esporre gli oggetti liturgici e devozionali che costituiscono il corredo della antica Parrocchia di Campiglia.
Alcuni oggetti  sono la testimonianza dell’attività benefica delle Confraternite presenti in Campiglia, altri sono il frutto della devozione del singolo o addirittura dell’intera comunità, come ad esempio il calice seicentesco che riporta inciso sulla base, oltre all’anno 1600, il cane rampante simbolo di Campiglia.
Si segnala la statua di alabastro policromo raffigurante  il Cristo flagellato, opera tardo seicentesca di un artista locale.
Considerevole è il numero dei reliquiari, fra i quali la reliquia del “latte della Madonna”.
Altrettanto rilevante è il reliquiario dedicato al patrono San Lorenzo, che fu martirizzato nel II secolo.
Inoltre, vi è una pace in bronzo dorato realizzata, tra la fine del 1400 e l’inizio del 1500, da artisti locali  prossimi alla bottega di Andrea Guardi attivo in Piombino per la famiglia Appiani.
Si segnala il parato in terzo, realizzato, alla fine del 1600, in gros di Tour, tessuto con fili d’argento e con  finimenti d’oro.
Ancora, un Crocifisso in bronzo, opera originale, attribuita a Jean de Bolulogne, detto Giambologna, (Douai 1529 — Firenze 1609).
Nell’angolo, di fronte all’ingresso, sono collocati alcuni  reperti marmorei medievali (sec, XII) provenienti dall’antica Pieve di San Giovanni, finora custoditi nel Palazzo Pretorio.
Di particolare pregio la  Colonna ofitica, con quattro figure umane  (forse ciò che rimane di un ambone) e un’acquasantiera con figure a rilievo.
Infine, la Campana proveniente dalla chiesa di san Sebastiano, fusa da  Nanni Pisano nell’anno 1373, la più antica del paese.

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