Rocca di San Silvestro

rocca

LA ROCCA DI SAN SILVESTRO

Il complesso della Rocca domina Campiglia dalla porzione più alta del rilievo su cui si sviluppa l’abitato. Dagli anni Novanta è stata oggetto di una produttiva collaborazione tra l’Amministrazione Comunale e l’Insegnamento di Archeologia Medievale dell’Università degli Studi di Siena, che partendo dallo scavo archeologico si è conclusa nel 2008 con l’inaugurazione del Museo della Rocca. Le campagne di indagine hanno messo in luce come il pianoro sommitale, già frequentato in precedenza, fosse occupato nel X secolo da un villaggio di grandi capanne in legno, abitate da individui che  vivevano principalmente di allevamento suino e delle risorse del bosco.  Nell’XI secolo vengono realizzate nuove capanne, con posizione e forma analoghe alle precedenti, ma provviste di base in muratura e verosimilmente protette da una cinta in  legno o in pietra. Solo nel 1004 Campiglia viene citata per la prima volta dalle fonti,  come castello legato alla casata Della Gherardesca e in particolare al ramo discendente da Tedice II. Il potere dei Della Gherardesca sul castello si legge tra XII e XIII secolo nelle trasformazioni dell’area della Rocca da zona di villaggio a area riservata ai signori del castello. Nel XII secolo vengono infatti realizzati due imponenti edifici, uno dei quali è oggi sede del Museo, mentre l’altro,  pur fortemente danneggiato dall’acquedotto del XX secolo, è oggi visibile all’interno del percorso di visita interno all’area archeologica. Nel XIII  secolo gli spazi residenziali vengono ancora ampliati con la costruzione di due torri, una delle quali dotata di un’ampia cisterna.  Lo scavo di un fondo cieco di una delle torri, usato come discarica dagli abitanti della Rocca, ha portato in luce una gran quantità di oggetti, che raccontano la vita dei signori: fermagli in osso per capelli, anelli, piccoli strumenti musicali, oltre a ceramiche provenienti da Pisa o da porti più lontani del Mediterraneo. Sul finire de XIII secolo, per le mutate condizioni politiche generali, nella Rocca viene stanziata una guarnigione di soldati pisani. Nella discarica gli oggetti della vita quotidiana signorile sono sostituiti da testimonianze di vita militare, come punte di balestra, un elmo, una corazzina quasi integra.  Tutti i reperti sono esposti nelle sale del Museo. Ricostruzioni grafiche del castello, percorsi fotografici alla scoperta dei numerosi edifici medievali conservati nel centro storico e pannelli didattici dislocati sia all’interno del Museo sia nei punti chiave dell’area della Rocca offrono un suggestivo itinerario per ripercorrere le trasformazioni della Rocca e del borgo nel corso del Medioevo. La Rocca è il monumento più caro ai campigliesi, un simbolo facilmente identificabile nel quale si riconosce la comunità. Si tratta di un edificio a pianta poligonale irregolare, costituito da vari corpi; dell’antica fabbrica restano, allo stato di rudere, il torrione centrale, parte della cisterna e alcune murature sparse. Il torrione, ad est del complesso, presenta una pianta quadrangolare, su cui si innestano il muro dell’ingresso originario e il moderno vano dell’acquedotto comunale costruitovi nel 1932. Portò l’acqua alla popolazione ma distrusse importanti reperti e, soprattutto, provocò la definitiva modifica della pianta antica della Rocca. Sul lato sud sono disposte, lungo due livelli, quattro aperture di forma e grandezza differenti. Sulla parete nord, a destra, si trova una finestra tamponata; sulla sinistra, invece, sono disposti il moderno ingresso e una “finestra” senza sbocco verso l’esterno che fungeva da dispensa per i cibi. L’accesso originario si trovava sulla parete ovest, in corrispondenza con l’apertura tamponata, ancora oggi visibile. Sul lato ovest della torre si conservano i ruderi dell’antico fortilizio.
La parete ovest del presidio militare reca, al centro, una bifora con archetti in travertino e una colonnina con capitello in marmo bianco. La Rocca di Campiglia fa parte di una complessa organizzazione difensiva, costituita da una fitta rete di castelli, insediamenti e torri –  vedetta sparsi sul territorio. La sua esistenza risale al XIII secolo. Un documento del 1286 ne attesta, per la prima volta, l’esistenza. Il fatto d’arme più importante che la coinvolge, risale al 1509 anno della battaglia di Alviano. Di nuovo,  pisani contro fiorentini per impossessarsi della Rocca.

800px-Campiglia_Marittima_Rocca_San_Silvestro